Azienda multata per avere monitorato alcuni dipendenti

La società ha fatto installare sui propri veicoli aziendali un dispositivo – associato al nominativo del conducente – per raccogliere, in modo illecito, i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, chilometri, consumi e stile di guida) dei lavoratori, e ciò nell’ottica della assegnazione di un punteggio mensile

Azienda multata per avere monitorato alcuni dipendenti

Ennesimo caso di azienda che monitora illecitamente i propri dipendenti ed ennesima multa decisa dal ‘Garante per la privacy’.
Nello specifico, il ‘Garante’ ha inflitto una sanzione di 120mila euro (provvedimento del 18 dicembre 2025) ad una società, che opera nel settore della selezione e della produzione di sementi agricole, per avere trattato in modo illecito i dati personali di cinque dipendenti.
Secondo quanto appurato, la società, parte di un gruppo multinazionale, su disposizione della capogruppo svizzera, ha fatto installare sui propri veicoli aziendali un dispositivo – associato al nominativo del conducente – per raccogliere, in modo illecito, i dati sui viaggi di lavoro e privati (tempi, chilometri, consumi e stile di guida) dei lavoratori, e ciò nell’ottica della assegnazione di un punteggio mensile. Difatti, i dati, così raccolti, venivano poi conservati per un periodo di tredici mesi e utilizzati ai fini delle valutazioni del comportamento alla guida dei dipendenti, nonché per l’adozione di eventuali interventi correttivi.
L’iniziativa, avviata in via sperimentale, era destinata a essere estesa a tutte le società europee del gruppo.
Nel corso dell’attività ispettiva e delle successive verifiche, il ‘Garante’ – intervenuto a seguito della ricezione di un reclamo – ha rilevato numerose violazioni della normativa sulla privacy. In particolare, è emerso che il dispositivo installato sui veicoli aziendali raccoglieva informazioni molto dettagliate sui viaggi effettuati, informazioni tali da consentire un controllo sull’attività dei lavoratori, controllo svolto in assenza delle garanzie previste dallo ‘Statuto dei lavoratori’. Inoltre, l’informativa resa ai lavoratori era rivolta a tutte le società affiliate del gruppo, incluse quelle con sede extra Unione Europea, senza indicare in modo chiaro le finalità, le basi giuridiche né i soggetti qualificabili come titolari, responsabili e destinatari del trattamento dei dati.
Gli accertamenti condotti dal ‘Garante’ hanno inoltre evidenziato che l’accesso alle informazioni raccolte tramite i dispositivi installati sulle auto aziendali era consentito anche al personale di altre società del gruppo, in assenza di un’idonea autorizzazione.

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